Affinità elettro-emotive

“Qualsiasi cambiamento nelle modalità di trasmissione dei messaggi cambia radicalmente i nostri rapporti e le nostre società”.[1]

La comunicazione in rete, mostra ancora una volta un approccio con cui cercare di capire “l’essere e l’esistenza” che si manifesta all’interno del cyberspazio. Alla sensazione di star “sospesi” in aria, si integra quella di nuove forme di socialità che stanno alla base del legame sociale, il diciassette luglio di quest’anno, (l’altro ieri per intenderci) è stata celebrata la giornata mondiale delle emoji[2] stabilita nel 2004 da Jeremy Burge, fondatore di emojipeda.org. Nel giorno della ricorrenza Apple, lancia settanta nuove emoji colorate, (nuove faccine, nuove creature mitiche, nuovi cibi e nuovi animali) che entrano a far parte dell’architettura liquida del linguaggio emozionale, lasciando emergere una vera e propria rivoluzione del nostro tempo. Questi strumenti supplementari di espressione e relazione arricchiscono la nostra esistenza quotidiana di nuove espressioni immaginative mostrandoci una tela dai colori nuovi, sulla quale la società della comunicazione dipinge sia pure su piani diversi la “fabulazione del mondo”. In questo ambiente, evolve il rapporto tra vissuto e rappresentazione, l’agire comunitario vivente condivide emozioni comuni e in comune con la comunità alla quale appartiene, mettendo in primo piano non solo il vissuto personale, ma anche le tematiche del hic et nunc con cui la tela del cyberspazio vibra di vissuti umani, rivelandoci una forma empatica di accordo con l’ambiente e con gli altri. Il variopinto ventaglio delle “faccine” espressioni emergenti della comunicazione di tipo emozionale si apre, incrociando il valore della personalizzazione il cui ruolo è centrale, anche nelle comunicazioni mediate dallo smartphone o dal computer, le mille emoji disponibili, permettono di dare a ciascuno il suo segno grafico sentimentale, con cui assecondare l’identità in sé distinta come valore comune. L’immaterialità del corpo si affianca all’interfaccia relazionale esaltando un architettura informatica che non respinge il reale ma integra nel reale le informazioni digitali, permettendoci di entrare in risonanza con l’Altro per vibrare all’unisono, in un ambiente sociale e culturale che ci oltrepassa. L’educazione alla lettura dei linguaggi, ispirata ai principi etici e morali come habitus, contribuirà a nutrire la memoria collettiva come accadeva nei cafè philo della lontana Parigi, (dove ci si riuniva per discuter di argomenti di diversa natura) permettendoci di costruire linee di conoscenza sociali, per agire con intelligenza nella società a partire dalle esperienze vissute degli internauti? Di fronte ad una comunicazione globale che sembra aver perso la tradizionale bussola, stiamo modellando un modo di vivere non solo utilitario e funzionario, ma anche poetico? Oppure stiamo forse commettendo l’errore di semplificare la complessità delle emozioni ad un unico segno?” Non vi è dubbio che la diffusione delle nuove tecnologie investe ormai quotidianamente tutti i comportamenti della nostra vita sociale di relazione e, se proprio qui mettessimo in campo una filosofia svincolata da condizionamenti ideologici si potrà acquisire, un’adeguata e autonoma capacità critica e valutativa, che faciliti una democrazia partecipativa? Le indicazioni derivate da questa osservazione vogliono proporvi solo delle domande importanti con cui cercare di capire insieme lo sviluppo degli spazi conviviali elettronici, all’interno dei quali la coesistenza di dimensioni complementari utilizza la conversazione come veicolo principale, mostrando individualità umane caratterizzate a volte da spirito giocoso, altre da spirito più serio, che cercano di rimediare agli scompensi causati dalle accelerazioni del progresso tecnologico con una sorta di “universo sociale”.

Voi cosa ne pensate?

Giulia Giordano

[1] H. Marshall McLuhan è stato un sociologo, filosofo, critico letterario e professore canadese

[2] Sono simboli pittografici simili agli emoticon, gli emoji vengono utilizzati sia nelle applicazioni di messaggeria istantanea (Sms, WhatsApp ecc.) che nelle E-mail

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